In breve

Il percorso tocca i colli del Lys, Portia, Lunella e Grisoni, valichi storicamente utilizzati dai montanari per spostarsi tra le valli di Viù, Susa, Richiaglio e Casternone. La vicinanza alla pianura torinese rese questa zona, oggi tutelata dal parco naturale del colle del Lys, particolarmente strategica durante la Resistenza: le formazioni partigiane vi trovarono rifugio allestendo ricoveri e depositi di viveri, armi ed equipaggiamento. Proprio qui il 2 luglio 1944 si consumò uno degli episodi più dolorosi della lotta partigiana piemontese: ventisei giovani furono rastrellati, torturati e fucilati dalle truppe naziste. Questa camminata ne ripercorre simbolicamente i passi, per tenere viva la memoria di chi su questi sentieri ha pagato il prezzo più alto.


Partenza

Indicazioni

Dal lato nord-est del piazzale del colle del Lys imboccare l’ampia sterrata che in leggera discesa entra nel parco del colle del Lys costeggiando il versante nord-occidentale del monte Arpone. Fin dalla partenza si aprono ottime vedute sul Gran Paradiso.

La stradina serpeggia tra boschi a prevalenza di betulle e larici, sempre in discesa, attraversando diverse colate di block stream caratteristiche di questa zona, ossia affioramenti di rocce rotte nerastre che testimoniano l’antica origine oceanica del substrato roccioso. Tra gli alberi si aprono ampie vedute sul massiccio del Civrari, sul Gran Paradiso e sul vallone di Richiaglio (diramazione della valle di Viù).

Raggiunta la quota minima (1.222 m) la stradina riprende a salire affiancando alcuni tavoli e panche. Dopo altri saliscendi si arriva alla fontana Barlot (1.230 m).

Abbandonata la sterrata (dalla quale si farà ritorno), imboccare una mulattiera che sale a destra in un cupo bosco di faggi e pini. Con alcuni tornanti si raggiunge il colle Portia (1.322 m), displuvio verso la val Casternone, dove sorge l’omonimo rifugio. A dispetto del nome non si tratta di una struttura custodita, ma di uno spartano ricovero utilizzabile in caso d’emergenza. Poiché ha preso il posto di un antico pilone votivo, è ancora oggi chiamato “cappella Portia”.

Prendere il sentiero che, con pendenze sostenute, sale a sinistra infilandosi in un boschetto. Procedere a mezzacosta sul versante della val Casternone, con tratti su scomodo pietrame dai quali in compenso si aprono buone vedute sul vicino monte Musinè.

Improvvisamente si sbuca su un prato con betulle, punto di massima quota dell’intero itinerario (1.416 m). Ignorata la diramazione per Il Pilone, scendere a destra attraversando altre fasce di pietrame. Il sentiero prosegue a mezzacosta in leggera discesa arrivando nei pressi dello chalet in legno dell’affittacamere Lunella, che si lascia appena più in basso.

Il sentiero attraversa bellissimi prati con magnifiche viste sul Gran Paradiso, aggirando da sinistra un dosso per poi piegare a destra verso il vicino colle Lunella (1.372 m), anch’esso, come il Portia, displuvio verso la val Casternone.

Procedere a sinistra in direzione del monte Colombano. Dopo un breve tratto (palina), svoltare ancora sinistra compiendo un lungo mezzacosta alle sue pendici. Attraversare altre colate detritiche, superare una presa dell’acqua e raggiungere le belle case Giuglitera (1.344 m), dove passa una sterrata (dalla quale si farà ritorno).

Procedere sempre su sentiero, superando altre fasce detritiche, fino al colle Grisoni (1.398 m), displuvio verso il vallone del rio delle Toglie, tributario della bassa valle di Viù.

Il 23 settembre 1944, proprio dal vallone del rio delle Toglie, un gruppo di nazifascisti, protetto da una nebbia fittissima, varcò il colle Grisoni cogliendo di sorpresa un distaccamento di partigiani. Questi riuscirono a ripiegare senza perdite verso il colle del Lys, ma le loro baite vennero incendiate e il gruppo fu costretto a spostarsi in bassa val di Susa.

Trascurato il sentiero che scende nel vallone del rio delle Toglie imboccare verso sud-ovest una traccia erbosa, non visibilissima ma segnata da tacche e ometti, che scende verso una sterrata.

Seguirla verso sinistra e con alcuni saliscendi tornare alle case Giuglitera. Poco oltre, a un bivio, scendere a destra. In un tornante (1.270 m), prima di attraversare un rio, lasciarla per svoltare a sinistra su una pista secondaria che con percorso più breve si ricongiunge a valle (1.214 m).

Seguire verso sinistra la stradina, dall’ottimo fondo, che prima in falsopiano, poi in lieve salita, riporta alla fontana Barlot. Chiuso l’anello non resta che ritornare sui propri passi fino al colle del Lys.

Sul piazzale del colle si trova un’imponente torre circolare in mattoni, alta quasi otto metri, con rivestimento in sassi di fiume a vista, posta a ricordo degli oltre duemila partigiani caduti nelle valli di Lanzo, Susa, Sangone e Chisone. Assolutamente consigliata la visita all’ecomuseo della Resistenza, che documenta e ricorda gli avvenimenti della lotta partigiana di queste zone.

Testo di Valerio Dutto di Cuneotrekking.com

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