Alta 24 metri e già dotata di orologio nel Cinquecento, la torre conserva ancora oggi i segni della sua funzione militare, tra merli ghibellini, caditoie e archi gotici.

Il sito in breve

La torre deve probabilmente il suo nome ad Aymone di Challant, castellano al servizio di Margherita di Savoia, vedova di Giovanni I di Monferrato, che provvide a migliorare le fortificazioni del borgo nella prima metà del XIV sec. In epoca medioevale la struttura era chiusa da un massiccio portone, di cui ancora oggi si vedono i cardini superiori, e da inferriate che venivano calate ad ulteriore protezione.

L’ingresso si trova sulla facciata nord e si presenta con arco a sesto acuto in mattoni decorati, sorretto da capitelli in pietra, mentre la sommità del manufatto è coronata da modiglioni, caditoie e merli ghibellini caratterizzati da una piacevole e raffinata alternanza di elementi in cotto e pietra chiara.

La copertura in lose venne aggiunta nell’Ottocento a protezione della campana comunale. La torre è alta 24 metri e già alla metà del Cinquecento era dotata di orologio.

Come visitare il sito

Si accede dall’intersezione tra Via Umberto I e Via San Giovanni Bosco, oltre che dalle scalinate di Piazza Gallenga.

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