Istituita nel 1982, la riserva tutela un raro endemismo vegetale, Euphorbia gibelliana, oltre a una ricca flora e fauna. Tra boschi di roverelle, tigli e betulle si trova la cappella della Madonna della Neve, affacciata sulla Val Ceronda.

Il sito in breve

La riserva naturale è stata istituita nel 1982, ed è amministrata dall’Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali; include al suo interno la cappella dedicata alla Madonna della Neve, costruita nel 1855-1856 e che sorge a quota 1.211 sul crinale che divide la Val Ceronda dalla conca di Givoletto.

La riserva si estende su una superficie di circa 50 ha attorno a quota 1.200 m ed è nata per proteggere una delle pochissime stazioni note di un raro endemismo vegetale, Euphorbia gibelliana Peola.

Il tratto di cresta protetto dalla riserva si mostra piuttosto ampio e arrotondato; il substrato roccioso, composto da rocce ultrabasiche, è colonizzato da un bosco rado in cui predominano roverelle, tigli, betulle e noccioli. Euphorbia gibelliana, classificata nel 1892 dal botanico Paolo Peola come specie a sé stante, è oggi considerata come una possibile sottospecie di Euphorbia hiberna, peraltro piuttosto simile alla sottospecie Euphorbia hiberna subsp.

La riserva non protegge solo la stazione di E. gibelliana ma vi si trovano, oltre alle radure a molinia che permettono la crescita della pianta, anche una fauna e una flora interessanti. La presenza del tiglio allo stato spontaneo è piuttosto rara in Piemonte, e sono presenti varie specie erbacee protette.

Come visitare il sito

Da Varisella si può parcheggiare presso la frazione Moncolombone (568 m). Attraversando la frazione si supera l'area camper attraversando poi sulla sinistra il rio Rablera e si sale lungo il costone tra il rio Morlera e il rio Druina, percorso segnato, ben tenuto e panoramico.

Potrebbero interessarti