Il castello di Baratonia conserva testimonianze della dinastia dei Visconti, vicari dei Marchesi Arduinici. Il sito offre una chiara lettura delle antiche strutture difensive e residenziali medievali.

Il sito in breve

Il castello di Baratonia appartenne della famiglia dei visconti, già vicari dei Marchesi Arduinici di Torino nel XI secolo. Dopo il crollo della Marca torinese, i visconti vennero a stabilirvisi, fondando una dinastia che duro 400 anni e controllando varie signorie nella valle del Ceronda, in quelle di Susa e di Lanzo e nei dintorni di Torino.

Nel 1090 “in castro barratonie” il capostipite Vitelmo Bruno fece una donazione alla canonica di Oulx, in alta valle Susa. Tra i suoi successori, ripetutamente documentato nel castello è Enrico III Visconte, tra XII e XIII secolo. Alla sommità del poggio vi era il dongione fortificato, con la torre, la cappella ed il palazzo dei signori, e intorno alla collina varie opere di difesa, a cominciare dal fossato.

La via di accesso correva sul lato sud, salendo dal centro del villaggio, con l’ancora esistente chiesa di San Biagio. Più di una volta, nel corso dei secoli, il castello fu suddiviso e ristrutturato, a causa di spartizioni ereditarie, come quella effettuata del 1329 dai fratelli Franceschino e Tommaso visconti.

Il progresso delle tecniche militari rendeva ormai antiquate le vecchie fortezze e alla meta del xv secolo Eleonora di Baratonia, l’ultima discendente di Vitelmo Bruno, ed il marito Guglielmo Arcur, pur rivendicando il titolo di visconti di Baratonia, scelsero di stabilirsi nel castello di Fiano, ricostruito di recente.

Come visitare il sito

I suoi resti si trovano su una collina appartata sopra l’antica Chiesa di San Biagio. Del Castello che fu dei Baratonia non rimangono oggi che i muri perimetrali, dentro quali sono ancora visibili le divisioni dei locali ed i resti della chiesa padronale.

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