La Parrocchiale affonda le sue origini in epoca antica e racconta, attraverso distruzioni, ricostruzioni e ampliamenti, la storia religiosa e civile di Lanzo. Ricostruita nel XVI secolo dopo le vicende belliche legate al castello, arricchita nell’Ottocento con una facciata neogotica e un nuovo campanile, la chiesa custodisce oggi un eccezionale patrimonio artistico fatto di pale d’altare, affreschi, sculture lignee, opere seicentesche e settecentesche, oltre a preziose testimonianze legate alla Sindone, al Beato Federico Albert e a San Giovanni Bosco.

Il sito in breve

Le origini della Parrocchiale di Lanzo si possono supporre molto antiche. Nel 1545 venne fatta abbattere da Gian Giacomo Medici, Signore di Lanzo, per isolare e meglio difendere il castello. Dopo la conquista e la demolizione dello stesso ad opera dei Francesi, verso la metà del XVI secolo, la chiesa, ricostruita ed ampliata, fu riaperta al culto nel 1591.

Nell’Ottocento la Parrocchia di San Pietro in Vincoli fu sottoposta a lavori di modifica ed abbellimento prima con il vicario Tagna e poi con il Beato Federico Albert che provvide alla costruzione di una nuova facciata in stile neo-gotico sul lato nord e all’avvio dei lavori per il campanile.

L’interno della Chiesa è ricco di dipinti ed opere d’arte, come la macchina processionale di San Pietro, secentesco gruppo statuario ligneo raffigurante la liberazione dell’ Apostolo, utilizzata ancora oggi in occasione della Festa patronale del primo agosto.

Notevoli sono anche il pulpito dorato e l’organo G. Mola, del 1894. Le volte della Chiesa sono state affrescate nell’Ottocento dal pittore G. Guglielmino. Di rilievo alcune tele. La Resurrezione, opera secentesca posta all’altare “di patronato” delle famiglie lanzesi Bo, Gallenga e Usseglio.

San Francesco che riceve le stimmate, pala d’altare di Carlo Saraceni, detto il Veneziano, commissionata nel 1605 da Bartolomeo Bonesio per l’altare della chiesa del Convento dei Cappuccini in Lanzo. La liberazione di San Pietro dal carcere, pala posta sopra l’altar maggiore, tela settecentesca della scuola del Beaumont.

Santi Romualdo e Bonifacio, pala di Giovanni Francesco Sacchetti, e databile tra il 1663 e il 1675, dipinta per l’Eremo Camaldolese di Lanzo.

Ancora la Sindone e simboli della Passione sono affrescati in una cupola della navata di destra a ricordo del transito della Sindone nel 1535 durante il trasferimento da Chambery a Torino.

Nella cappella dedicata oggi al Beato Federico Albert, deceduto a Lanzo nel 1876, sono conservate le sue spoglie. In una bacheca proveniente dal Collegio salesiano sono conservati degli oggetti utilizzati da San Giovanni Bosco nei suoi soggiorni a Lanzo.

Come visitare il sito

Arrivando a Lanzo Torinese dalla Strada Provinciale n. 2 (Via delle Valli), subito dopo aver attraversato la galleria, si svolta a destra. Mantenendo sempre la destra si imbocca Via Papa Giovanni XXIII e la si percorre in salita sino a raggiungere Piazza Albert sulla quale si affaccia la Parrocchia.

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