Dominata dal maestoso campanile romanico dell'XI secolo, simbolo del borgo con i suoi 28 metri in pietra viva, la parrocchiale di Chialamberto è uno scrigno che unisce epoche diverse. Oltre la facciata neoclassica si scopre un interno sorprendente, dove il rigore delle navate affrescate dalla scuola torinese del Reffo incontra lo sfarzo dell’altare maggiore barocco, un trionfo di legno intagliato e oro zecchino. Un luogo vivo, dove la voce della storica "Campana Grossa" da 805 kg racconta ancora oggi l'anima autentica e la profonda devozione di questa valle.

Il sito in breve

L’edificio si colloca al centro del comune, lungo la strada provinciale, sulla destra sopra un ampio podio. La chiesa è posta in prossimità delle abitazioni sul fianco sinistro, e presenta orientamento a est. L’edificio s’imposta su pianta rettangolare a tre navate, ognuna divisa in tre campate. La navata centrale presenta soffitto con volte a vela separate da tre archi; il presbiterio è coperto da volta a vela unghiata; le navate laterali presentano, in successione partendo dall’ingresso, volta a vela e due volte a crociera.

Il volume interno è diviso da un cornicione sagomato che corre lungo tutto il perimetro. La facciata principale risulta divisa verticalmente in tre parti, le superfici sono trattate ad intonaco, la composizione è a ordini sovrapposti. La parte centrale del prospetto è divisa in due registri da una modanatura; nella parte inferiore sono presenti un portone in legno a due battenti, ed una finestra a tutto sesto di dimensioni maggiori rispetto a quelle delle ripartizioni laterali. Sopra la modanatura è presenta un’edicola con tre archi sorretti da due colonnine, al centro della quale vi è una statua di Gesù. I prospetti laterali presentano un leggero strato di intonaco che lascia intravedere la tessitura muraria sottostante. Il campanile, inglobato alla costruzione della chiesa, si innalza a sinistra dell’abside, su base quadrata e cella campanaria aperta sui quattro lati, sormontata da cuspide in pietrame. L’edificio presenta buono stato conservativo sia internamente che esternamente.

L’edificio presenta pianta rettangolare a tre navate, ognuna divisa in tre campate. La facciata principale è realizzata in stile neoclassico, divisa verticalmente in tre parti da due lesene con capitello e basamento, che si prolungano fino al timpano. La parte centrale del prospetto è diviso in due ordini da una modanatura; nella parte inferiore sono presenti un portone in legno a due battenti, ed una finestra a tutto sesto di dimensioni maggiori rispetto a quelle delle ripartizioni laterali. Sopra la modanatura è presenta un’edicola con tre archi sorretti da due colonnine, al centro della quale vi è una statua di Gesù. Le facciate laterali hanno un leggero strato di intonaco che lascia intravedere la tessitura muraria sottostante.

Sono presenti paraste sporgenti dalla muratura che alla base sono uniti da uno zoccolo. Il retro della chiesa presenta tre aperture: due sono le finestre che illuminano l’oratorio, l’altra è l’entrata secondaria della chiesa. La struttura dell’edificio è in muratura portante. La navata centrale presenta soffitto coperto da tre volte a vela separate da tre archi trasversali con intradosso a rilievo, ed è separata da quelle laterali da tre archi longitudinali. Nel presbiterio la volta a vela ha due unghie, mentre nelle navate laterali vi sono in longitudinali. Nel presbiterio la volta a vela ha due unghie, mentre nelle navate laterali vi sono in successione, partendo dall’ingresso, una volta a vela e due volte a crociera, separate da archi trasversali con profilo intradossale a rilievo. Qui le volte si impostano ad un’altezza inferiore rispetto a quelle della navata centrale e sono sorrette da pilastri cruciformi. Il volume interno è diviso da un cornicione sagomato che corre lungo tutto il perimetro.

Il tetto a due spioventi ha struttura in legno e copertura in lastre di pietra. Internamente l’edificio presenta finitura ad intonaco. Le decorazioni degli elementi architettonici interni della navata centrale risalgono al 1913 e sono opera del pittore Guglielmino della scuola Reffo di Torino. Nelle lunette del lato destro della chiesa sono presenti tre finestre a tutto sesto che illuminano l’interno, mentre sono solo dipinte sul lato opposto. Sopra l’ingresso è presente un soppalco in legno, con accesso dall’esterno dell’edificio. Le navate laterali presentano quattro altari minori, due posti nelle campate centrali, due sulle pareti di fondo, a lato del presbiterio; gli altari sono intitolati alla Madonna del S.Rosario, alle Anime del Purgatorio, allo Spirito Santo e a Sant’Antonio Abate. La pavimentazione dell’aula è in lastre di pietra locale, mentre il presbiterio in marmo. Il presbiterio è sopraelevato dall’aula eucaristica.

L’altare maggiore, dedicato ai Santi Filippo e Giacomo, è in stile barocco, in legno scolpito decorato in oro, con quattro colonne tortili con capitello e putti sulla sommità del paliotto. L’assemblea è ordinata in panche a battaglione conformemente al volume dell’aula e al suo orientamento. L’antico campanile risale all’XI secolo si innalza a sinistra dell’abside della Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Filippo e Giacomo ed è di stile romanico. È un po’ il simbolo di Chialamberto poiché il suo profilo solenne sovrasta l’abitato e si impone allo sguardo per le sue armoniose proporzioni. La sua struttura testimonia la presenza di un precedente edificio sacro, andato perduto. Raggiunge un’altezza di 28 metri compresa la cuspide. Presenta pianta quadrata ed è in pietrame locale grossolanamente sbozzato a mano, assemblato a secco. Presenta lesene angolari ed è diviso in sei ordini da listelli di pietra sporgenti. La cella campanaria presenta bifore su tutti i lati, incorniciate da una sequenza di archetti; al di sotto della cella campanaria i quadranti dell’orologio. Sormonta il tutto una copertura a cuspide in pietrame. Funzione: come la maggior parte dei campanili medievali, oltre al suono delle campane per le funzioni religiose, aveva anche funzioni civili, come segnalare momenti di pericolo, adunate o coprifuoco.

La Campana Grossa, dal peso di 805 KG., alla base ha un diametro di m. 1,10. Nel 1952 è stata rifusa dalla ditta Roberto Mazzola di Valduggia (Novara) arrivando a Chialamberto nel Dicembre dello stesso anno. È testimone di una storia che, pur non essendo documentata nei dettagli, si lega all’antichità dell’edificio e alla centralità della vita nel borgo.

Dal 30 giugno 2018 sono state aggiunte tre nuove campane, acquistate dalla parrocchia grazie alla generosità di un lascito testamentario del compianto Ing. Guido Chino, benefattore e capitano dell’ Aereonautica militare scomparso nel 2017. La solenne benedizione è stata officiata dal vicario episcopale
don Claudio Baima Rughet insieme al parroco don Claudio Pavesio.
La prima campana è dedicata alla Madonna del Carmine venerata al Ciavanis. La seconda ai santi Pietro e Paolo e la terza a San Giuseppe.

Come visitare il sito

L'edificio si colloca al centro del comune, lungo la strada provinciale, sulla destra sopra un ampio podio, in Piazza Fratelli Chiariglione.

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