Struttura circolare di circa 60 metri di diametro, posta tra due corsi d’acqua, composta da fossato e terrapieno che racchiudono un invaso centrale. L’unico accesso, orientato verso l’alba del solstizio d’inverno, suggerisce una possibile funzione simbolica o rituale di età preistorica.

Il sito in breve

Si tratta di una struttura circolare (ca. 60 m di diametro totale), costruita in piano a poca distanza dalla confluenza di due fiumi, il Casternone e il più modesto Codano.

È formata da un fossato esterno, un terrapieno e probabilmente alcune strutture afferenti, come un terrazzamento e un argine parziale a sud.

L’area centrale risulta al piano di campagna, il che dona all’insieme l’aspetto di un invaso.

Il manufatto si distingue perciò dalle tipiche “motte” medievali, destinate ad accogliere una fortificazione, la cui parte centrale è rialzata rispetto all’eventuale terrapieno e al territorio circostante. In mancanza di riscontri archeologici, l’elemento che maggiormente ha fatto propendere per la datazione preistorica del Cerchio è l’unica apertura che interrompe il fossato e il terrapieno, consentendo l’accesso all‘interno dell’invaso: collocata in direzione SE e realizzata a mo’ di ponte di terra, tale apertura è allineata con la posizione del sole all’alba del solstizio d’inverno, a somiglianza di altre strutture simili (come il neolitico “Cerchio di Goseck” in Germania).

Il fatto è significativo ma, da solo, non è risolutivo.

Come visitare il sito

Frazione Brione, Località “Airal/Buttiberghe”, Val della Torre (TO).

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