Risparmiata dalle strade moderne, la frazione Cornetti vi accoglie con la sua architettura autentica e i suoi passaggi tortuosi. Tra insegne di antichi calzolai per alpinisti e balconi pensili, questo borgo è un museo a cielo aperto. Una tappa obbligata per chi vuole scoprire il volto più vero della montagna.
Il sito in breve
La Frazione Cornetti di Balme (Li Cournàt) è uno dei più elevati abitati permanenti delle Valli di Lanzo (m 1446) ed è tra i pochi villaggi che hanno mantenuto integro l’assetto originale, risparmiato dagli sventramenti resi necessari altrove per la costruzione della strada carrozzabile.
La piccola borgata era già esistente nel XIII secolo, quando vennero a stabilirsi, come in altri luoghi delle Valli di Lanzo, nuclei di minatori e fabbri di origine bergamasca e valsesiana per lavorare nelle miniere di ferro.
L’insediamento si sviluppò lentamente attraverso i secoli ed è ancora possibile riconoscere nel centro della frazione le case più antiche, con le stalle profondamente interrate e con le finestre a livello del suolo, a difesa contro il freddo, dove gli abitanti convivevano con il loro bestiame durante il lungo inverno.
Le abitazioni costruite dopo il XVII secolo, quando l’esaurimento delle attività minerarie rese necessaria la riconversione all’agricoltura, sono più alte e provviste di lunghi balconi, dove si mettevano a seccare i cereali che spesso era necessario raccogliere prima della completa maturazione a causa dell’altitudine.
I vicoli della frazione (quintàness) sono stretti e tortuosi, a difesa contro il vento e la tormenta, mentre i tetti spioventi, coperti di pesanti lastre di pietra, danno protezione contro le abbondanti precipitazioni nevose.
Il cuore della borgata è la piazzetta detta Airàtta (piccola aia) dove veniva eseguita la battitura dei cereali e dove si trovava anche l’osteria, poi trasformata in negozio di alimentari. Una delle case reca lo stemma dei Castagneri, tuttora il cognome più diffuso a Balme, nel quale campeggia l’albero di castagno, talvolta accompagnato dal motto latino pasco bonos pungoque malos (“nutro i buoni e pungo i cattivi”, con riferimento al riccio della castagna).
In un vicolo si può ancora vedere l’insegna del calzolaio, dove gli alpinisti andavano a fare aggiungere qualche chiodo agli scarponi prima di affrontare le salite più impegnative.
Come visitare il sito
Salendo per Balme lungo la Strada Provinciale 1, svoltare a sinistra seguendo l'indicazione Cornetti, sulla Strada Provinciale 253.