Nata nel Medioevo come torre circolare per sorvegliare l'orizzonte, e oggi, trasformata in un suggestivo Sacrario dagli Alpini, accoglie i visitatori con la sua forma insolita e una vista mozzafiato che spazia tra Balangero e Lanzo. Un luogo dove il silenzio della storia incontra la pace della montagna.

Il sito in breve

Le origini della cappella sono alquanto incerte. È molto probabile che un tempo fosse una torre di avvistamento per la difesa dal castello il quale, pur essendo posto in alto, aveva una parte dell’orizzonte negato dalle colline delle vigne.

Nella pubblicazione “Un inventario medioevale e notizie di un castello scomparso (Balangero Torinese)” del 1921 a cura di don Costantino Rosa Brusin e di don Cino Borghezio, a proposito del castello, si legge: “Altre torri esistevano di certo ed una fuori dal recinto deI castello, accenna al rotolo II della castellania di Balangero (1347)“.

Tale ipotesi anche avvallata dalla particolare forma circolare e dalla presenza un’unica piccola finestra rivolta verso sud-est. D’altra parte non compare nell’elenco delle pievi e delle chiese che pagavano il cattedratico al vescovo di Torino.

Nel 1386, infatti, sono presenti Balangero solo due chiese: “Ecclesia Sancti lacobi de Bellengerio” e “Ecclesia Sancti Victoris de Bellengerio“. La fine del castello come fortezza al termine del XVI secolo molto probabilmente crea le basi per trasformare il modesto edificio in una cappella devozionale. L’incertezza delle origini rimane comunque viva per la completa mancanza di documentazione scritta ad essa riferibile, forse distrutta nel 1708 durante l’assedio del paese da parte dei Francesi che, con grande disprezzo, bruciarono l’archivio storico allora custodito nella chiesa di San Rocco.

Il primo documento in cui si fa cenno all’esistenza della cappella di San Biagio risale al 1594 ed è la relazione della visita pastorale fatta dall’arcivescovo di Torino, monsignor Carlo Broglio. Molto più approfondita la descrizione del 1771, fatta in occasione di un’altra visita pastorale, quella fatta dall’arcivescovo Francesco Rorengo di Rorà “Questa Cappella è costruita sopra la montagna tra Balangero e Lanzo, nella località detta di San Biagio, coperto a volta, imbiancato, a forma sferica con pavimento bitumato anche se sciupato in certo posti. La sua porta si chiude assai bene. Ha una sola finestra in legno munita di inghettata. I musi all’esterno sono sciupati fin dalle fondamenta, si notano delle aperture molto grandi; tutt’intorno crescono arbusti. Sopra la Porta si apre una finestra che dà accesso alla volta. L’altare aderisce alla parete. È in muratura. Sopra è posta una tavola con il titolo della Cappella. Ma da qualche parte è strappata. In più priva di ogni ornamento. Essa, in quanto opera, è affidata alla chiesa Parrocchiale. (…)”.

L’edificio versava in cattive condizioni, tanto che ordina “La icona dell’altare un tantino sciupata sia riparata entro l’anno sotto pena d’interdetto dello stesso altare. Le pareti esterne della Cappella sciupate fin quasi alle fondamenta siano riparate entro sei mesi e i grossi fori aperti all’esterno siano otturati nello stesso spazio di tempo. (…)”.

I tempi più recenti, la manutenzione della cappella fu, per diversi anni, curata da Giovanni Calvetti Bias, un reduce della Grande Guerra; è opera sua il portone in legno decorato con grandi chiodi. I Calvetti Bias ed altre famiglie di Vai Lanzo organizzavano la festa di San Biagio, il 3 febbraio. Verso la fine degli anni ’50, la tradizione venne persa. Negli anni 1978-79, il Gruppo Alpini di Balangero, si fece carico del restauro e della valorizzazione dell’edificio che divenne così il Sacrario Alpino di San Biagio, inaugurato l’8 luglio 1979. Costruirono un’importante e suggestiva gradinata.

L’edificio ospita una mostra permanente di numerosi ed importanti cimeli donati dalle famiglie balangeresi. In occasione del novantesimo anno di fondazione del Gruppo e del trentacinquesimo anno dell’inaugurazione del Sacrario è stato allestito sullo spazio antistante la cappella il “Giardino della Memoria in onore dei Caduti senza croce”.

Come visitare il sito

La cappella di San Biagio è collocata su di un rialzo lungo la vecchia strada che porta a Lanzo (SP 26). Si può raggiungere la cappella lasciando l'auto nel parcheggio nei pressi del Piazzale Truppe Alpine. Dopo una lunga scalinata, si raggiunge il santuario.

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