Nata come una piccola edicola campestre, dove un lumicino sempre acceso guidava i passi di chi percorreva l’antico e impervio sentiero verso Monastero, la struttura è un simbolo di resilienza montanara, dove la vista mozzafiato si sposa con il silenzio di un luogo sacro da sempre caro a chi cammina tra queste vette.

Il sito in breve

La tradizione afferma che sulla rupe, irta sulla piana del Tesso, e su cui passa il ripido sentiero che unisce i Comuni di Coassolo e Monastero, sorgesse una piccola edicola campestre dove davanti all’immagine della Vergine Santissima ardeva perennemente un lumicino, omaggio riconosciuto a colei che rendeva sicuro il cammino.

Successivamente la semplice edicola venne sostituita con una cappella in onore della Beata Vergine Santissima; la costruzione viene già menzionata in occasione della visita pastorale dell’Arcivescovo Mons.

Carlo Broglia del 26 giugno 1594. L’Arcivescovo ordinò la dotazione di un decoroso pavimento e l’ampliamento dell’altare.

Nel corso dei due secoli successivi la cappella vide un progressivo abbandono, e in nessuna visita pastorale successiva al 1825 viene più menzionata: con ogni probabilità la cappella come tale non esisteva più. Nel 1876 la popolazione di Coassolo la ricostruì, per iniziativa di Don Giacomo Ubaldi.

L’anno dopo venne benedetta e vennero concesse le celebrazioni delle due festività: Santa Maria delle Grazie nel mese di Giugno e la Natività di Maria Vergine nel mese di Settembre.

Come visitare il sito

Dalla Frazione Grata, Coassolo Torinese, procedere in Via della Grata sulla strada carrozzabile fino al tornante di Via Magnetti. Da lì, procedere a piedi seguendo un sentiero ben segnato che porta fino al santuario.

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