Attivo per oltre due secoli, il mulino Vulpòt è una significativa testimonianza dell’economia rurale locale, legata alla macinazione dei cereali e allo sfruttamento dell’energia dell’acqua. Oggi è al centro di un progetto di recupero e valorizzazione storico-ambientale.
Il sito in breve
Il mulino Vulpòt e la gora che lo azionava erano censiti nel 1859-1861, nella stessa posizione odierna, dal Catasto Rabbini.
L’edificio risale però almeno al 1682 fu probabilmente oggetto di ristrutturazione nel 1715, data incisa nella muratura accanto alle iniziali dell’artefice della ristrutturazione (4 ottobre 1715 di F.B. = Ferro Brahij). Menzionato in seguito da due documenti del 1743 e 1753, il mulino è rimasto in uso sino al 1960 circa per macinare segale di produzione locale e granoturco acquistato in pianura.
L’impianto si è poi deteriorato, ma è attualmente oggetto di un progetto di recupero strutturale e valorizzazione storico ambientale.
Come visitare il sito
Proseguire sulla SP32 (Via XXIV Maggio) oltre il complesso parrocchiale, raggiungere la frazione Villaretto e svoltare a destra in Via Arnas. Proseguire per circa 100 metri, il mulino si trova a sinistra. Si può raggiungere il sito sia a piedi che in auto; è possibile parcheggiare nei pressi del Mulino.