Bogone, borgata di alpeggio abitata stagionalmente, custodisce segni antichissimi nella pietra, tra archeologia, mistero e spiritualità alpina.
Il sito in breve
La piccola borgata di Bogone era abitata soprattutto in primavera e in autunno, come tappa durante la stagione dell’alpeggio.
La frazione è ricca di tracce storiche. Vi sono tracce di occupazione del territorio già in età neolitica, come il misterioso masso a coppelle di Bogone, impropriamente detto “altare druidico”, dove grandi cavità circolari sono collegate da solchi scavati nella roccia che si dipartono da un grande ceppo anch’esso in pietra, ricavato alla sommità della rupe. Altre coppelle, di dimensioni assai diverse, si ritrovano in molti altri luoghi del comune, così come nelle valli vicine.
Da un grande ceppo di pietra posto alla sommità del masso, si diramano piccoli canali scavati nella roccia, che vanno a riempire alcune grandi cavità circolari. Simile ad altri “massi a coppelle” esistenti in molte zone delle Alpi occidentali, il masso è identificato da alcuni studiosi come luogo di culto precristiano.
Come visitare il sito
Il grande masso tabulare si trova poche decine di metri a valle delle case in Frazione Bogone, qualche km sopra Balme centro. Dalla strada principale in Via Capoluogo, si può lasciare l'auto nei pressi di Villa Maria e proseguire a piedi lungo la mulattiera che costeggia la villa, superare il ponte e dopo pochi minuti di cammino, l'altare si trova segnalato da cartello.