Realizzato nel 1577 dal pittore Oldrado Perini, l'affresco rappresenta una suggestiva testimonianza di arte e devozione del Rinascimento. La scena e i suoi ricchi dettagli trasformano l’edificio in un piccolo scrigno d’arte a cielo aperto, offrendo al visitatore uno scorcio affascinante della spiritualità e della storia locale, ancora oggi ben leggibile nonostante il trascorrere del tempo.

Il sito in breve

Affresco di Oldrado Perini datato 1577, situato sulla parte esterna di una casa privata. Il dipinto – pressochè un quadrato di 175 cm. di lato – rappresenta una scena sacra incorniciata da quattro aste nere, secantisi ad angolo retto e lumeggiate con un debole effetto di rilievo, accompagnate esternamente da una decorazione a imitazione di un damasco rosso, forse originariamente contornato a sua volta da altre quattro aste nere.

Internamente a quest’area sorgono cinque figure. Sulla sinistra, su un trono ligneo, siede la Madonna con il Bambino ritto sulle ginocchia della Madre. La Vergine Maria, in tunica rossa e manto azzurro, quasi del tutto scolorito, con una mano regge il petto del Figlio e con l’altra dolcemente ne trattiene il piedino.

Il Bambino, in una tunichetta bianca a piegoline bordata di pizzi, con una mano si regge alle materne spalle e con l’altra sorregge il globo dell’universo. Sulla destra dell’affresco, su un altro trono ligneo, siede il Padre Eterno che, ammantato di un’ampia tonaca rossa, regge simmetricamente la croce sulla quale sta Cristo, sormontata dalla colomba dello Spirito Santo e poggiata a terra non sul canonico teschio del Golgota, ma su un cherubino fortemente compromesso dalle intemperie.

Anche alle spalle della Trinità è stesa una tappezzeria che, come la precedente, ha foglie rosse su fondo ocra con una fascia centrale a foglie rosse su fondo verde, ma che presenta un ulteriore riquadro grigio sul quale spicca, nel nimbo crociato, il volto ieratico di Dio.

Entrambi i troni poggiano su un prato fiorito che si allontana all’orizzonte e sul quale, centralmente all’affresco, sorge la figura di San Maurizio, imbardato nell’armatura con spada e stendardo crociato. Anche il risvolto interno del mantello è quasi del tutto scomparso, ma nell’insieme l’affresco è discretamente conservato.

L’asta orizzontale che delimita superiormente l’affresco reca la scritta: Hoc opus fecit fieri il co.le Giacomo Genoa a li doi di luglio 1577 (questa opera fece eseguire il Commendabile Giacomo Genoa il 2 luglio1577).

Come visitare il sito

La visita all'affresco è compresa nell'itinerario 2, Frazione Villar. L'affresco si raggiunge entrando nella frazione Villar, si trova dietro un antico lavatoio, al civico 45.

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