In breve

EscursionAble (da leggersi es-cur-si-on-abl) è un gioco di parole che unisce il sostantivo escursionismo con l’aggettivo francese able, ossia “capace”: un nome che riflette l’intento di creare un itinerario accessibile a tutti, indipendentemente dalle capacità fisiche. Nato nell’ambito di una più ampia iniziativa per promuovere accessibilità e inclusività nel turismo montano, è fruibile anche da persone con ridotte capacità motorie o visive, in parte utilizzando joëlette. Il percorso inizia a monte di Balme e con alcuni saliscendi si addentra per un breve tratto nel selvaggio vallone del Paschiet per poi terminare nella frazione Villaggio Albaron.


Partenza

Indicazioni

A monte di Balme svoltare a sinistra superando il torrente Stura di Lanzo su un ponte in legno dal quale si aprono ottime viste a ovest sulla Bessanese. Giunti sul versante opposto davanti a una pista da pattinaggio la sterrata si sdoppia: prendere il ramo di sinistra che prosegue in leggera discesa. Dopo pochi metri si trova la bacheca ufficiale dell’inizio del percorso, lungo il quale sono posizionate alcune installazioni.

Trascurando le deviazioni laterali proseguire sulla sterrata a fianco della quale vi sono diverse panchine. Poco più avanti si incontra un buon punto panoramico su la Gorgia (fontana appena oltre), una gola in cui scaturisce una suggestiva cascata. Un canale di derivazione alimenta una piccola centrale elettrica posta alla base del salto: l’impianto, inaugurato nel 1909, è tra i più antichi ancora in esercizio.

La sterrata diventa inerbita e si restringe passando sotto alla sciovia Pakinò, nei pressi della quale si aprono ampie viste a nord-est sulla dirimpettaia punta Croset, il monte Doubia e il monte Plù, displuvio verso la val Grande di Lanzo.

Dopo un centinaio di metri si lascia il sentiero che prosegue verso la frazione Cornetti per prendere a destra una poco evidente pista inerbita (attenzione: segnalazioni assenti). La traccia risale il prato con un semicerchio fino a un’evidente casetta in legno situata nei pressi del culmine della sciovia. Imboccare una ripidissima pista forestale a sinistra e seguirla fino a quando non confluisce su una sterrata più ampia nei pressi dell’alpe Arbosetta (1.530 m), punto più alto del percorso. Percorrerla in discesa entrando nell’appartato vallone del Paschiet, chiamato dai balmesi “servìn”, ossia selvaggio e incolto (da questo toponimo deriva anche il nome del vicino monte Servin).

Lambire dall’alto la bella borgata Frè (1.505 m), superare su un ponte in legno un rio laterale, scendere su asfalto fino al rio Paschiet. Attraversarlo utilizzando il guado su tubi in cemento poco a monte (in presenza di persone con ridotte capacità motorie) oppure la passerella appena più a valle, poi proseguire verso nord-est in leggera discesa sulla pista forestale inerbita. Lungo questo tratto sono presenti indicazioni sulle specie botaniche presenti, in particolare aceri, faggi e larici.

Dopo alcuni saliscendi compie una ripida discesa fino alla frazione Villaggio Albaron, nei pressi dell’ex sciovia Sauzè, dove termina l’itinerario ufficiale.

Testo di Valerio Dutto di Cuneotrekking.com

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